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Ascolta la puntata anche su Radio 24

Marcello Lonzi muore in carcere nel luglio 2003. A ucciderlo, secondo le indagini, un infarto. Secondo le indagini. Per la madre, Maria Ciuffi, e per le foto del cadavere, la morte è da imputare ad un’aggressione.

Sono passati sette anni da allora. Ancora una verità non si è avuta. Il 19 maggio 2010 il Tribunale di Genova emetterà la sentenza sul ricorso fatto da Maria Ciuffi.

Ascolta la puntata di Italia in Contro Luce:

I.C.Marcello-Lonzi.mp3

Dopo il voto regionale è partita la ridda di commenti sull’esito delle elezioni. Tante sono state letture. Tutte concordano sul fatto che il Partito democratico ha perso.

I motivi di questa sconfitta a quanto pare sono molti: classe dirigente, scarsa territorialità, offerta politica poco incisiva, giù giù fino alla critica stessa alla forma partito (questa è la più divertente visto che, nello stesso giornale, poi si imputa alla vittoria della Lega proprio il suo essere partito figlio della tradizione Pci-Dc, mah! che danni fa la fretta).

Insomma, si sono dette tante “bischerate”. Alcune neanche me li ricordo più. Ma queste “bischerate”, almeno quelle in buona fede, forse sono state dette perché sono partite da un presupposto sbagliato, e cioè che il Partito democratico abbia perso.

Forse non ha vinto, ma di certo non ha perso, e ora vi spiego il perché:

ASTENSIONE: Le elezioni appena concluse hanno visto un alto livello di astensionismo. Per la prima volta dal dopo guerra, l’affluenza alle urne è stata sotto il 70%. L’astensionismo, come si sa, penalizza di più i partiti composti dal voto non militante. Facciamo un esempio: la Lega Nord, che tutti danno per vincitrice assoluta di questa tornata elettorale, ha nella sostanza mantenuto i suoi voti incrementandoli di poco. Solo che a livello percentuale, riducendosi il numero totale di elettori che sono andati a votare, hanno inciso di più sul totale. Se guardiamo di dati dei votanti in assoluto, vediamo come anche il Partito democratico nel confronto con il suo diretto concorrente, il Pdl, ha contenuto in maniera migliore il tracollo di voti che, invece, ha colpito il “popolo” di Berlusconi. Popolo delle Libertà che, invece, non ha perso voti a discapito della Lega, bensì è stato colpito più di tutti dal forte astensionismo (è falsa la storia che Berlusconi non ha fatto campagna elettorale. E’ stato proprio lui che ha straripato nei telegiornali nei mesi precedenti al voto, come l’osservatorio di Pavia ci ha detto). Quindi in questo caso il Pd si è dimostrato partito, e ha arginato la deriva astensionista a dispetto della scarsa visibilità e della poca incisività mediatica.

CAMPAGNA ELETTORALE: Uno dei motivi della forte astensione è stato indubbiamente la insistente campagna elettorale.

La quasi totalità dell’elettorato italiano si forma la sua opinione quotidianamente tramite il mezzo televisivo. Poco incidono per la sua formazione media come la carta stampata o internet. Al netto della macchinazione ad hoc che ci può essere stata, la mancanza di una campagna elettorale televisiva colpisce di più i partiti generalisti, coloro che raccolgono voti non militanti e che si approcciano all’offerta politica di volta in volta che c’è l’esigenza di votare. Se poi ci aggiungiamo che senza campagna elettorale, e quindi confronto, chi ci rimette di più è sempre chi deve guadagnare voti. In questo caso il Partito democratico ha vinto il confronto con il Pdl che, proprio perché vero partito mediatico di massa ha subito maggiormente l’esclusione dalle televisioni lasciando per strada molti più voti.

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Parlare della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle, che si presenta con dei propri candidati alla presidenza della Regione in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Campania, vuol dire parlare di Beppe Grillo e della sua “missione politica”.

L’affermazione non è scontata. Infatti Beppe Grillo non è direttamente coinvolto nel movimento, non essendo candidato in nessuna delle liste. Il suo è un appoggio di visibilità per candidati alla presidenza provenienti dalla cosiddetta società civile.

Un modo forse strano e ambiguo quello messo in campo dal comico genovese.

Ma facciamo un passo indietro.

Beppe Grillo inizia il suo percorso di capo popolo un paio di anni fa quando, grazie al suggerimento di un gruppo di comunicatori fondatori della Casaleggio Associati (azienda di marketing e strategie di rete) decide di aprire un blog in cui dare visibilità ai suoi ultimi spettacoli che in gran parte riguardavano la truffa Parmalat e i Tango bond.

Il modo con cui viene aperto il blog è molto interessante e rende l’idea della strategia che sta alla base di questo modello di comunicazione. Il blog www.beppegrillo.it viene lanciato il 26 gennaio 2005 nel palazzetto dello sport di Pordenone durante la prima tappa del tour di quell’anno che ha come titolo proprio l’url del sito: “Beppegrillo.it”.

Rete, piazza: questo è il gioco, sin dall’inizio.

Da qui, l’esplosione di pubblico in rete che lo fa diventare il nuovo Masaniello d’Italia.

La comunità si allarga, gli utenti aumentano (quasi 6 milioni al mese). Si ampliano le iniziative di protesta (dalle manifestazioni di piazza alle raccolte di firme per leggi popolari). Aumenta il pubblico, si allungano le tournèe (“Delirio” stagione 2008/2009, 58 date in tutta Italia, “Incredibile Italy” 2010, 6 date in tour europeo) e si riempiono i palazzetti.

Questa è un po’ la sintesi del percorso fatto in questi anni da Beppe Grillo.

Parliamo di Beppe Grillo perché è grazie a lui e alla sua comunicazione che si regge il Movimento 5 Stelle.

Come si è detto la forza del movimento, che si definisce espressione della società civile, sta in Grillo e non in altro.

Dal suo blog parte il programma elettorale che poi si adatta da regione a regione in base alle discussioni dei vari “meet up”.

Ed è proprio grazie a questi “meet up”, utilizzati per la prima volata in America da Howard Dean durante le primarie del 2003 del partito democratico, che nascono le liste civiche (la prima riunione ufficiale avviene a Firenze l’8 marzo 2009), poi trasformate in Movimento 5 Stelle.

Se prima il grillismo era solo un blog di successo, ora si è trasformato in un movimento, con la possibilità per i fans del comico di aggregarsi e organizzarsi sul territorio. Da lettore del blog l’utente diventa soggetto politico. Gli animatori dei “meet up” territoriali vanno a parlare con i sindaci, si muovono su piccoli obiettivi locali. Di nuovo: si passa dalla piazza virtuale a quella reale.

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(l’Intervista a Vittorio Sgarbi che puoi ascoltare anche su Radiovaldarno)

Dopo aver bollato il primo cittadino di Figline, Riccardo Nocentini, come “ignorante” e “capra”, ora Sgarbi corregge il tiro.

L’intervista di Salvatore Filippone a Vittorio Sgarbi:

“Perché il no alle Lambruschini”: ascolta Vittorio Sgarbi

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Perché proprio le Lambruschini: ascolta Vittorio Sgarbi

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“Il Sindaco è una brava persona”:   Ascolta Vittorio Sgarbi

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Verrò a Figline dopo le elezioni: ascolta Vittorio sgarbi

L’articolo lo potete visualizzare anche su LabIulm

Sono passati sette mesi dal sisma che ha completamente distrutto Castelnuovo, il piccolo borgo di 200 anime nel comune di San Pio delle Camere. Da quel giorno l’intero paese ha vissuto nel campo allestito ai piedi del paese dalla protezione civile toscana. A gestire il campo, costruito in meno di 24 ore, sono stati la protezione civile toscana insieme all’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) e al Vab (Vigilanza Antincendi Boschivi). Un lavoro che ha visto coinvolti 1400 volontari nell’arco di sei mesi, con l’impiego di più di 200 mezzi e quasi 50 ambulanze. Da ottobre il campo è chiuso e gli sfollati sono stati destinati a spese della protezione civile in alberghi, case in affitto o da parenti e amici. La decisione è stata presa in attesa che venga terminato il nuovo villaggio antisismico situato a poca distanza dal vecchio borgo e che nelle previsione della protezione civile dovrebbe chiudersi entro il prossimo dicembre. Intanto il paese di Castelnuovo è come bloccato, fermo a quel giorno. I vigilli del fuoco del distaccamento di Parma che sono intervenuti sul posto hanno messo in sicurezza quel poco dei caseggiati rimasti in piedi dalla furia del terremoto. Ma niente si sa del quando e del come inizieranno i lavori di ricostruzione del vecchio borgo.

il Raffinato

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